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Sat, 14 Jan 2006 20:12:40 +0100 (CET)
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Subject: |
[tml] Attacchi fascisti a Roma
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[tml] Attacchi fascisti a Roma
Il duce ed il panino
Nella notte tra il 13 e 14 gennaio, intorno alle 03.30, dopo aver
partecipato ad una iniziativa tre ragazzi ed una ragazza usciti dal centro
sociale La Torre sono stati aggrediti nei pressi di un chiosco di panini
distante qualche centinaio di metri. Le ferite riportate dai quattro
ragazzi hanno richiesto cure ospedaliere. La ricostruzione dei fatti ci
conduce ad affermare che l'aggressione effettuata da parte di una decina di
fascisti armati di bastoni e a volto coperto sia stata premeditata,
violenta e vigliacca.
Il fatto segue di pochi giorni l'attacco subito dal Forte Prenestino, a sua
volta solo l'ultimo di una serie di episodi che con sempre maggiore
frequenza vedono realtà antagoniste e sociali, migranti e singoli
compagni/e, nella città di Roma come in altre parti d'Italia, soggetti
dell'attenzione di squadracce fasciste. Fatti che si alimentano di un humus
culturale che fa della xenofobia, dell'esclusione sociale, dell'attacco
feroce ai diritti delle donne e a quelli dei lavoratori e delle lavoratrici
il perno dell'attività politica quotidiana delle destre e delle sinistre
riformiste.
La campagna elettorale è iniziata.
Tra il "toponomastico" sindaco Walter Veltroni e il prefetto sgomberino
Achille Serra, si inseriscono le forze della destra radicale e sociale
impegnate ad accaparrarsi voti e sedie. E' evidente che la battaglia che si
apre a destra passa anche dall'affermarsi in strada e va a fare il gioco
dei *democratici* pacificatori sociali.
Difficile e' capire chi muove i fili e chi getta benzina sul fuoco, chi in
nome di uno pseudo ribellismo anti-sistema manda allo sbaraglio giovani
testosteronici, che finiscono per essere gli utili idioti di qualcuno.
Con la rabbia nel corpo, ma tutt'altro che sorpresi, continueremo ad agire
sul territorio rispondendo alle provocazioni con le modalita' che ci
appartengono. Altre sono le nostre priorita', come la lotta alla direttiva
Bolkenstein e alla precarieta', il sostegno ai detenuti e alle detenute
nella battaglia contro ogni carcere, l'opposizione alle leggi liberticide
su CPT, droghe e liberta' individuali, l'impegno al fianco degli imputati
nei processi di Genova 2001.
Le ferite si rimarginano, la determinazione resta intatta.
Centro Sociale Autogestito La Torre *Roma*
http://www.inventati.org/latorre
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L'urlo della sirena
Un copione consunto.
Notte fonda. Venti balordi che assaltano armi alla mano il vecchio Forte.
Ennesimo sfogo testosteronico di qualche esagitato, o tassello di una
strategia politica piu' complessa? Per ricostruire con chiarezza ciò che è
successo nella notte fra il 9 e il 10 gennaio 2006 dobbiamo partire dalla
stessa data di 26 anni prima.
Il 10 gennaio 1979 - ad un anno dai fatti di Acca Larentia - Centocelle è
teatro di una rabbiosa dimostrazione organizzata da formazioni dell'estrema
destra.
Gli scontri culminano con l'attacco alla sede della Democrazia Cristiana di
via dei Narcisi, riconvertita recentemente in sede di Alleanza Nazionale.
Il bilancio è tragico: un ragazzo di 17 anni viene freddato alle spalle da
un colpo di arma da fuoco esploso dalla polizia. Si tratta di un giovane
neofascista dell' EUR: Alberto Giaquinto.
Per i successivi 25 anni quello del 10 gennaio diventa un appuntamento
fisso della destra romana, commemorato da sparuti nostalgici con la
deposizione di fiori sotto la lapide all'angolo di via dei Noci.
Solo poche scaramucce segnano l'attività nazifascista a Centocelle fra la
fine degli anni '90 e il 2003.
Unico fatto di rilievo è il tentato assalto al Forte del 17 febbraio 2003.
In quella occasione una squadraccia si accanisce - alle 4 di notte - su un
camion parcheggiato nel piazzale davanti all'ingresso, allestito con
amplificazione e scenografie per la manifestazione contro la guerra del
giorno successivo.
Mentre inneggiano al duce, i neo-mazzieri lanciano sul portone due
bottiglie incendiarie che provocano solo lievissimi danni.
Arriviamo al presente quando la destra sociale - servendosi di manodopera
che si dichiara nazista o fascista a seconda delle sfumature - mette a
frutto la strategia di intrusione e consolidamento nelle periferie romane.
Il passaggio evidente di questa strategia - il cosidetto "outing" - avviene
a Centocelle nell'anno 2005. Da mesi era incrementata la presenza di
scritte nazi-fasciste sui muri, nonostante i militanti "indigeni" fossero e
continuano ad essere ridotti ad una dozzina.
I partecipanti alla commemorazione del 10 gennaio 2005 erano più di 50,
implotonati davanti alla lapide.
Avvisaglie a preludio del "Giugno caldo" di Centocelle.
I nazisti di Forza Nuova che chiedono di "celebrare" il 4 giugno - la
liberazione di Roma dal nazifascismo - in piazza S. Felice da Cantalice.
L'indignazione di tutta la rete territoriale che, indicendo un'iniziativa
per la stessa data, impedisce che venga concessa l'autorizzazione alla
sfilata nazista.
L'assalto al Forte del 3 Giugno, quando una squadraccia armata di bastoni e
coltelli sfiora l'omicidio, ferendo gravemente alla gola un giovane
redattore di Radio Onda Rossa.
La "Festa Antifascista" del 4 Giugno che porta in piazza un migliaio di
persone. Una risposta determinata, che predilige un approccio comunicativo
con il quartiere, denunciando con fermezza il tentato omicidio senza
lasciarsi trascinare in anacronistiche logiche da faida fra bande.
La nuova richiesta della piazza da parte di F.N. per il 18 dello stesso
mese, la corrispettiva richiesta della rete antifascista e il successivo
divieto del prefetto per entrambe.
La giornata del 18 Giugno, con il maldestro tentativo di infiltrazione nel
quartiere dei nazi respinti prima dall* antifascist* e dispersi poi dai
"tutori dell'ordine", con tragicomiche conseguenze per alcuni disorientati
giovani seguaci di Fiore. Una fuga scomposta, che denuncia l'avventatezza
di un simile esercizio.
Da quel Giugno, a Centocelle, seguono alcuni mesi di calma apparente.
Il Forte, oltre alle consuete attività culturali e politiche, aumenta il
suo impegno nel territorio sviluppando localmente i temi della memoria e
del consumo critico.
Con la partecipazione a "R.U.T.S." - Rete Urbana per il Territorio e la sua
Storia - un progetto che, introducendo nelle scuole medie e superiori la
conoscenza storica del proprio quartiere, mira a ricostruire la memoria
degli abitanti di Centocelle, medaglia d'oro della resistenza.
Con l'allestimento nel quartiere del mercato "terraTERRA", una "azione
diretta" che affronta la questione dei consumi in modo propositivo e
concreto. Appuntamento mensile che ha permesso a molti dei cosidetti
"consumatori" di emanciparsi dalla "Grande Distribuzione Organizzata",
entrando in contatto diretto con coloro che producono i beni alimentari nel
rispetto della t/Terra e di chi ci vive sopra.
L'ultimo mercato in via delle Betulle risale allo scorso 18 Dicembre.
Passato il Capodanno 2006 riappaiono manifesti e scritte che ricordano
l'appuntamento di Acca Larentia e del 10 gennaio, come da tradizione. Ma
quest'anno i fascisti giocano di anticipo. La sera del 9 Gennaio alle 23
circa si materializzano in piazza dei Mirti più di cento "camerati". Non
hanno sbagliato giorno, vogliono marciare indisturbati per il quartiere e
inscenano una lugubre sfilata implotonati in 20 file da 5 uomini. A
scortarli ci sono alcune automobili, mentre un'unica volante dei
Carabinieri, un'Alfa Romeo 155, li controlla senza intervenire.
Fortunatamente a Centocelle non mancano le "vedette" antifasciste.
Al Forte nel frattempo e' appena finita l'assemblea di gestione, e restano
nell'edificio solo una decina di occupanti.
In breve tempo arriva la notizia dell'inquietante "presenza" e viene
serrato il portone in via precauzionale.
Pochi minuti dopo la mezzanotte una voce chiama dall'esterno, nel goffo
tentativo di farsi aprire.
Immediatamente dopo parte una scarica di bottiglie e sassi mentre si alzano
le solite urla inneggianti al duce e altre amenità simili. I nazi visibili
sono almeno venti e cercano di forzare il portone, che regge l'impatto.
Continua il lancio di oggetti ma viene arrestato dal plexiglass posto a
protezione della fascia alta del portone e dopo una decina di secondi viene
attivata la potente sirena di emergenza. Gli esagitati si spaventano e
scappano immediatamente, senza provocare danni di rilievo e soprattutto
senza che nessuno rimanga ferito.
Il tutto è durato circa trenta secondi e la velocità della loro fuga ci ha
impedito di attivare gli ulteriori dispositivi di difesa.
Peccato.
Nel volgere di pochi minuti raggiungono il Forte piu' di 60 "amiche" ed
"amici", grazie ad un tamtam telefonico.
Poco dopo l'una si muove dal Forte un nutrito gruppo a verificare eventuali
presenze residue.
Le decine di scritte che imbrattano i muri di Centocelle restano l'unica
traccia del passaggio dei nazi.
Azione Giovani è storicamente uno "sponsor" delle commemorazioni del 10
Gennaio. La loro sede di via delle Palme - a poche centinaia di metri dal
Forte - era aperta fino a pochi minuti prima della mezzanotte. Una
combinazione?
Nessun essere umano fornito di ragione può pensare che la marcetta
"spontanea" del 9 gennaio - scortata dai Carabinieri - e l'assalto al Forte
"dopo mezzanotte" siano una semplice coincidenza.
Ci sembra davvero strano che squadracce del genere riescano a muoversi
indisturbate mentre, appena attivisti come noi intraprendono una qualsiasi
iniziativa esterna, vengono blindati, segnalati o denunciati dai tutori
dell'ordine.
Non e' nostra intenzione incrementare la presenza poliziesca in città, sia
ben chiaro, ma certe "distrazioni" fanno riflettere.
Delle due l'una: o i tutori preposti sono incapaci nel loro lavoro, o sono
- ancora una volta - conniventi con l'estrema destra.
Riconosciamo come alla radice di questi eventi ci sia una strategia
precisa, che sfrutta la "fascistizzazione" culturale e dei costumi per
incanalare ambiti di disagio in progetti sedicenti politici, attingendo
dalle curve degli stadi e dal malcontento generalizzato. La destra, perdute
regione e provincia, ha lasciato briglia sciolta ai suoi scagnozzi nel
tentativo di fare alzare la tensione e soffia sul fuoco di un conflitto che
va solo a vantaggio dei potentati più beceri, corrotti e reazionari.
In questo magma qualche rancida e nostalgica "sirena" - di omerica memoria
- cerca di manipolare una generazione con l'obiettivo di riscattare
un'ideologia sconfitta dalla storia stessa. Il saluto romano, la tentata
riabilitazione dei "ragazzi di Salò", il disgustoso revisionismo storico,
tutti sintomi evidenti di un assalto culturale ignorato e a volte
addirittura _legittimato_ da una "certa sinistra" istituzionale.
Chi sceglie il linguaggio della violenza indiscriminata, dove vuole arrivare?
L'esperienza lancinante e luttuosa degli anni settanta non ha insegnato nulla?
Quanto sangue si deve versare prima di capire l'assurdità di queste dinamiche?
Da parte nostra, dopo venti anni di occupazione, proseguiamo senza spostare
di un millimetro la nostra volontà di incidere sul presente, combattendo
con gli strumenti della ragione e del desiderio chiunque abbia la guerra
dentro. Ad ogni livello.
Resta bizzarro notare come in questa occasione sia stato proprio il "canto"
di una sirena acustica a dissuadere un manipolo di imbecilli.
"le oche" del csoa Forte Prenestino
www.forteprenestino.net
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